Sample Sidebar Module

This is a sample module published to the sidebar_top position, using the -sidebar module class suffix. There is also a sidebar_bottom position below the menu.
Accedi
Registrati

Sample Sidebar Module

This is a sample module published to the sidebar_bottom position, using the -sidebar module class suffix. There is also a sidebar_top position below the search.
Storie da Torino
Registrati

 

Torino. Già da giorni si parlava della marcia. E’ partita ieri alle 9.30 da casa Santa Luisa (casa che da accoglienza ad anziani, immigrati e a persone in difficoltà) E’ la marcia degli invisibili, ma guai a chiamarli barboni. È la prima volta che i senza tetto organizzano una manifestazione come questa. Per rivendicare il diritto alla casa, al lavoro, a potere vivere come gli altri.

Alle 9.30 sono partiti dalla porta della casa che da loro ospitalità a Torino, casa santa Luisa, che le suore vincenziane gestiscono con amore. Sono loro a pensare a queste persone. In via Nizza a Torino ogni mattina una fila di “invisibili” si mette in coda. Una coda purtroppo ben visibile: è lunga, sono in tanti. Distribuiscono la colazione le suore. Danno panini, biscotti, frutta.

Da ieri questo sarà un po’ un simbolo di una protesta “umana”.

Con gli invisibili in piazza c’erano anche operatori sociali a protestare contro i tagli alla sanità.

Ci sono storie di tutti i generi. Ma ci sono tanti che un lavoro ce l’avevano e a causa di questa crisi non ce l’hanno più. Ci sono quelli che si mettono in fila per il sacchetto delle suore a causa di una separazione, perché non riescono a pagare alimenti e affitto insieme. Ci sono quelli come Salvatore Capizzi che dorme da 5 giorni al pronto soccorso perché non ce n’è più al dormitorio.

E ascolti racconti che non vorresti sentire: «Al dormitorio di via Traves ci sono topi e scarafaggi». «Al dormitorio Carrera ci sono i letti di un vecchio ospedale». «Alla Pellerina ci sono 15 container con sei brande per ognuno. I bagni sono spaventosi. Coperte sporche che girano continuamente. Domenica sera è arrivato un ragazzo marocchino con un certificato di sospetta Tbc, gli hanno messo la mascherina bianca e si è messo a dormire, distrutto».

Sicuramente tra i tanti c'è qualcuno che qualche colpa per la propria situazione ce l’ha. Ma i più sono “invisibili” che prima erano persone. Ex magazzinieri, ex elettricisti, ex giornalisti.

Hanno preparato striscioni e volantini per la marcia, diretti al Comune per farsi “vedere”.

Quanti erano alla marcia? Tanti, troppi, non si son riusciti a contare. Fino a quando continueremo a non vederli, continueranno ad essere invisibili.

Fonte: vitadadonna.com

Questo sito utilizza i cookie per il suo funzionamento

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta

Approvo