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"Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli." Matteo 5, 3

Alzati gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva: "Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio." Luca 6, 20

Esistono molte forme di povertà: la carenza temporanea o prolungata di denaro, ossia l'insufficienza economica, la povertà morale, la fragilità sociale o relazionale, l'ignoranza in senso stretto (mancanza di conoscenza) ed in senso lato (mancanza di saggezza), la solitudine, la mancanza di lavoro ed altre tristi condizioni dell'umana esistenza. Questo sito riguarda le persone "povere" in senso economico e, in particolare, quelle che a causa di ciò non hanno una casa propria in cui vivere.

Dal punto di vista del linguaggio "tecnico" socio-assistenziale, gli uomini e le donne che non hanno un'abitazione sono definite persone "senza fissa dimora" o SFD. Agli esseri umani, nella stragrande maggioranza dei casi, piace "etichettare" le cose, ossia dare una definizione a tutto quanto li circonda, sia di natura materiale sia di natura immateriale. Di per sé, questo non è affatto sbagliato, ma a volte si pone la questione di "come" vengono utilizzate tali definizioni. Ultimamente, in Internet è una pratica abbastanza diffusa quella di "taggare" nomi, situazioni, eventi, abitudini, definizioni, modi di dire, etc. Tutto ciò è utile? Non si sa. Tutto ciò ha cambiato in positivo questo nostro mondo? Non si sa. Ad ogni modo, coloro che chiamiamo persone "senzatetto" o "homeless" (definizione anglosassone), sono conosciuti anche in altri modi: barboni, clochard, vagabondi, invisibili e, purtroppo, sono a volte definiti in maniera dispregiativa come accattoni, pezzenti e straccioni. Al di là di considerazioni morali, seppure la condizione di precarietà finanziaria accumuni quasi tutte queste persone che non hanno una casa, nessuno può arrogarsi il diritto di "giudicare" questo stile di vita. Un modo di vivere che, ripetiamo, è per lo più "imposto" dalla mancanza di denaro, anche se a volte esistono delle persone che "scelgono" di vivere per strada, ma sono casi rari.

L'Ospedale Mauriziano di Torino diventa un rifugio per le persone senzatetto:


In ogni epoca della storia umana ed in ogni luogo della Terra, ci sono sempre state delle persone senza fissa dimora, come famiglie o popolazioni nomadi, uomini di fede itineranti e mendicanti (appartenenti a un ordine religioso o meno), esploratori, etc. Tuttavia, in questa sede, vogliamo preoccuparci dei "barboni" veri e propri, ossia di quelle persone che vivono davvero per strada, solitamente in centri urbani di medie o grandi dimensioni, situati soprattutto in "paesi ricchi". Spesso, infatti, la povertà è ancora più triste quando riguarda le Nazioni con un tenore di vita medio di "un certo livello", perché colpisce ancora più duramente il corpo e la psiche delle persone, in quanto da un lato abbiamo i "ricchi" e dall'altro i "poveri", una dicotomia troppo spesso inaccettabile, con tutto ciò che ne consegue. Questo sito, inoltre, intende trattare, per quanto possibile, tutto ciò che riguarda la sfera esistenziale delle persone senzatetto che vivono in una precisa città, Torino. Quindi: senzatetto veri e propri, con problemi di vitto, alloggio e vestiario, che vivono per le strade, nei dormitori ed in svariate tipologie di centri di accoglienza del Comune di Torino.


Il fatto che all'inizio di questo articolo siano state riportante due citazioni evangeliche di Gesù, significa che questo sito intende vedere tutto ciò alla Luce di Cristo. In pratica, questo non è uno spazio web "laico", ma un sito Cristiano Cattolico. Questo non significa che qui si parli soprattutto di religione, come se questo fosse un qualcosa di "aleatorio" e "impalpabile". Al contrario, il Signore Gesù, con la Sua Incarnazione, ossia per il fatto di aver assunto un corpo umano mortale, vive in ogni esistenza umana: il Creatore unito alle Sue creature. Non è per un qualche senso di "superiorità" che qui si parli di Dio e di Suo Figlio Gesù, in rapporto alle persone che vivono senza una casa a Torino, ma perché la fede cristiana è quella che ha da sempre trattato con particolare attenzione queste tematiche. Il fatto che Gesù definisce "beati" i poveri, non significa che Egli non voglia che qualcuno si occupi di loro, alleviandone in qualche modo le sofferenze. Al contrario, una delle pagine più dure del Vangelo, quella del Giudizio Universale, pone l'accento sul fatto che "alla sera della vita saremo giudicati sull'amore", per usare una ben nota espressione di San Giovanni della Croce. Il rapporto fra fede e povertà, come argomento di natura "teologica", però, necessiterebbe di un'intera trattazione a parte, che esula dall'obiettivo principale di questo sito. Ci limitiamo solo a dire che il "povero di soldi" è più "libero" dagli attaccamenti verso le cose del mondo e che, quindi, è in teoria maggiormente disposto a cercare delle risposte ai più grandi interrogativi dell'esistenza. Il "povero in spirito", d'altro canto, non è necessariamente carente in fatto di finanze e possedimenti, ma riassume in sé un anelito di libertà che lo accumuna a chi ha poco o nulla.

Manifestazione di persone senzatetto a Torino del 14 febbraio 2013:


Perché esistono i barboni? Come accennato, sono piuttosto rari i casi riguardanti delle persone che, pur potendo vivere in una casa di qualche tipo, scelgono liberamente di non farlo e di vivere per le strade delle nostre città. La maggior parte dei senzatetto, in realtà, è costituita da persone che in maniera più o meno traumatica hanno perso tutto o quasi: parenti, coniuge, lavoro, casa... spesso anche la salute, fisica o mentale. A questo proposito, in certi casi è anche vero il contrario: situazioni di sofferenza fisica e, soprattutto, mentale, portano purtroppo un numero sempre maggiore di persone a vivere per strada, nonostante esistano delle "strutture di sostegno" di vario tipo, comunque utilissime. Alcuni conducevano anche delle vite più che dignitose, prima di finire sul lastrico per un qualche crack finanziario, ad esempio. Altri sono stati traditi dalla moglie o dal marito ed hanno scelto di "andarsene"... non si sa bene dove, o che sono stati addirittura "sbattuti fuori" dalla persona a cui avevano giurato amore eterno e che pareva aver ricambiato questo patto. In questo modo non solo hanno perso la compagna o il compagno della vita, ma spesso anche gli amici (meno male che erano "amici") e tutto il resto, da cui siamo spesso dipendenti. Altre volte la "colpa", purtroppo, pare essere proprio quella del barbone medesimo: alcolismo, tossicodipendenza, criminalità, violenza domestica, gioco d'azzardo, etc. In questi ultimi anni, inoltre, per via del ben noto "fenomeno migratorio", molti "stranieri" vivono senza una casa per le nostre strade, anche se buona parte dei migranti riesce ad integrarsi, trovando un lavoro che gli consente di affittare o comprare un'abitazione. A Torino, in particolare, molti immigrati "di vecchia data" hanno anche delle buone attività commerciali, come ad esempio i cinesi e gli "arabi" in generale, nonché parecchie persone provenienti dai Paesi dell'Africa subsahariana, dell'Europa orientale e dall'America meridionale.


Indipendentemente dalle cause, il problema principale di questi uomini e donne (se non si fosse capito) è quello di non avere una casa. Dall'assenza di questo "bene primario" consegue una moltitudine di altri problemi, riguardanti l'igiene personale, il dormire, la sicurezza, il posizionamento ed il trasporto dei beni personali (ovviamente pochi ma necessari quanto spesso ingombranti)... la stessa dignità umana, insomma. Si dice che nei Paesi ricchi non si muore di fame... in effetti è così (si spera), ma comunque il fatto di non essere sicuri se "oggi si mangia", "dove", "cosa" e "quando", be', di certo non fa bene alla salute psicofisica dell'individuo, per non parlare del vestiario. Grazie a Dio, però, esistono vari posti dove ci si possono procurare degli abiti e fare una doccia. L'aspetto più o meno "poetico" del clochard barbuto, sporco e mal vestito, forse, sta bene in qualche opera letteraria o nella fantasia di qualcuno, ma la realtà dei fatti è ovviamente diversa. Per tutti questi motivi, a Torino come in tante altre città, si danno da fare il Comune, le Associazioni (religiose e laiche) e molte persone di buona volontà che, con varie forme di volontariato più o meno organizzato, cercano di sostenere i senzatetto per quanto riguarda i loro bisogni quotidiani, grandi o piccoli che siano. Questo sito intende dedicare delle pagine, per quanto possibile, anche a tutte le varie forme di assistenza sociale e solidale torinesi, riguardanti questa particolare condizione di vita.


Torino, come si sa, è nota per i suoi "santi sociali", come San Giovanni Bosco, San Giuseppe Cafasso, San Giuseppe Benedetto Cottolengo, il Beato Pier Giorgio Frassati, la Venerabile Giulia Colbert e suo marito, il Servo di Dio Carlo Tancredi Falletti di Barolo, e molti altri, che con il loro impegno spirituale e materiale sono riusciti a realizzare opere di portata enorme, spesso in maniera veramente miracolosa, ossia con l'aiuto di Dio. Opere di vario tipo, ma tutte accomunate dall'impegno profuso per i poveri (giovani, adulti ed anziani), i deboli, i malati, i carcerati, gli emarginati, etc. Il Signore non "aiuta" semplicemente, ma è la fonte ed il compimento di tutto e di tutti. Egli conosce tutto dall'eternità, Egli Stesso è Infinito ed Eterno, infinitamente trascendente ma anche infinitamente immanente, ossia amorevolmente partecipe del Suo creato e delle Sue creature. Egli inoltre, ci esorta a confidare nella Sua Divina Provvidenza, anche e soprattutto per i nostri bisogni materiali (cibo, casa, vestito). Tuttavia, non sempre pare avvenire il "miracolo" e a volte è difficile rispondere a domande di questo tipo: "Come faccio a pagare le bollette della luce, del gas e dell'acqua?", "Come faccio a trovare una casa e pagare l'affitto, se non ho un lavoro stabile?", "Come faccio a mandare i miei figli a scuola, se non ho i soldi per i libri, per la mensa e per il trasporto?" La verità è che se avessimo la vera fede, sicuramente vedremo l'azione di Dio nelle nostre vite. Il fatto, però, è che siamo deboli e non riusciamo a "trasportare le montagne", anche per via dell'azione del Maligno, che in mille modi vuole costruire una società ingiusta, per mezzo di persone più o meno consenzienti alla sua malefica azione. Diversamente, sarebbe difficile spiegare il livello d'ingiustizia sociale, strutturato quasi scientificamente, che permea le società e gerarchie umane di tutto il pianeta.

Emergenza freddo a Torino - Capodanno con le persone senza fissa dimora di Torino:


Quando vediamo un "mendicante" seduto ai margini di una strada a chiedere l'elemosina, cosa pensiamo? Quando qualcuno ci avvicina e ci chiede dei soldi, indipendentemente dal fatto che usi delle scuse o meno, cosa pensiamo? In entrambe queste situazioni c'è una situazione di bisogno, anche se non possiamo esserne sempre certi perché, purtroppo, c'è anche chi tenta di abusare della "bontà altrui". In entrambe queste situazioni ci siamo "noi" che, nel caso non siamo noi stessi in difficoltà, potremmo offrire una qualche forma di aiuto. Ora, anche per esperienza personale, devo ammettere che non sempre "doniamo con gioia", ma non per questo dobbiamo sentirci sempre giustificati. Ad ogni modo, questo sito non ha la semplice funzione di "stimolare" il buon cuore delle persone nei confronti dei senzatetto, ma è anche rivolto direttamente ha chi non ha una casa, anche perché molti "barboni" usano Internet più di quanto si possa comunemente pensare. Per questo motivo, "Senza una casa a Torino" ha anche numerose funzionalità "social", in quanto gli utenti iscritti possono avere un profilo personalizzabile, pubblicare testi, immagini, video e collegamenti web, intrecciare amicizie, scambiarsi messaggi, creare gruppi ed organizzare eventi. Insomma, qui c'è anche un piccolo "social network" per le persone che vivono a Torino ma che non hanno una casa propria, nonché per tutti coloro che, per le ragioni più varie, sono interessati a tutto ciò.


Viviamo in un'epoca difficile, forse non più dura di altre, ma certamente contradditoria. Tuttavia brillano anche delle luci, pur con tutti i limiti tipici della condizione umana. Ad esempio, l'attuale Pontefice, Papa Francesco, nel mese di settembre del 2013, per la prima volta comunicò un'idea un po' diversa dal solito, in ambito ecclesiale, cioè propose di utilizzare i molti monasteri pressocché vuoti al fine di ospitare i profughi in cerca di un alloggio. Nel Centro Astalli, gestito dai Gesuiti, disse infatti: "A cosa servono alla Chiesa i conventi chiusi? I conventi dovrebbero servire alla carne di Cristo e i rifugiati sono la carne di Cristo. I conventi vuoti non servono alla Chiesa per trasformarli in alberghi e guadagnare i soldi." Inoltre puntualizzò: "Per tutta la Chiesa è importante che l’accoglienza del povero e la promozione della giustizia non vengano affidate solo a degli specialisti." Non solo, ma Papa Francesco, che non ha caso ha scelto il nome del "poverello di Assisi", ha spesso espresso il suo grande interesse per i poveri in altre forme. Nel mese di giugno del 2015, esortò le persone che respingono gli immigrati a "chiedere perdono". A volte, Papa Bergoglio è uscito di sera per le strade di Roma con il suo elemosiniere, l'arcivescovo Konrad Krajewski, per andare a trovare i poveri e per aiutarli. Nel corso del 2015, l'Elemosineria del Papa, anche con l'aiuto della Caritas e di altri enti, ha aiutato economicamente 6.500 persone con circa un milione di euro.


L'arcivescovo Konrad Krajewski è anche incaricato di organizzare i servizi docce e la barberia che si trovano sotto il colonnato di San Pietro, recandosi inoltre due sere alla settimana nelle stazioni ferroviarie di Roma per distribuire cibo e bevande ai senzatetto, accompagnato dalle guardie svizzere. Nel mese di agosto del 2016 ha anche portato un gruppo di clochard in gita al mare, nel corso di svariate gite pomeridiane presso il litorale di Fregene, solitamente nella spiaggia di Passoscuro. Sono piccole cose, ma oltre a far passare dei lieti momenti a delle persone in difficoltà, hanno anche un'importante funzione di esempio. Chi ha orecchi per intendere, intenda. Un'altra di queste "piccole cose" (un po' più grande, in verità) è avvenuta il 7 ottobre 2015, quando è stato inaugurato un nuovo dormitorio vicino al Vaticano, in via dei Penitenzieri, nei locali messi a disposizione dalla Curia Generalizia della Compagnia di Gesù. Questo dormitorio può ospitare fino a 34 uomini, i quali possono trovare in esso un riparo per la notte per un tempo massimo di un mese. In Vaticano c'è inoltre la Casa "Dono di Maria", gestita dalle suore di Santa Madre Teresa di Calcutta, in cui si trovano 50 posti letto per le donne. Il 14 gennaio 2016, sempre il giovane arcivescovo polacco Konrad Krajewski, ha accompagnato oltre duemila poveri al circo, i quali hanno potuto assistere gratuitamente allo spettacolo del Rony Roller Circus in via Boccea. A quest'iniziativa ha anche partecipato l'Unitalsi, che si è presa cura dei senzatetto con problemi di salute e di deambulazione, grazie ad un servizio di trasporto e all'aiuto di alcuni medici. Un'altra iniziativa riguardante i poveri si è svolta l'11 novembre, ed è stata particolarmente importante per via della sua forte componente spirituale. I senzatetto hanno infatti incontrato il Papa nell'ambito delle celebrazioni per il Giubileo della Misericordia, evento che interessa tutta l'umanità, non solo i poveri e i cristiani. L'11 novembre è il giorno in cui si fa memoria di San Martino di Tours, che diede metà del suo mantello ad un mendicante, quando era ancora un pagano, soldato dell'Impero Romano. Anche grazie a quel gesto, che ricorda l'incontro fra San Francesco e il lebbroso, scaturì la conversione di San Martino.


Ora, allarghiamo ulteriormente la nostra visuale sulla questione, anche se questo è un sito di natura prettamente "locale". In questi ultimi anni si è potuto assistere ad un fenomeno piuttosto interessante, riguardante i senzatetto o homeless degli Stati Uniti d'America. Come si sa, la crisi economica degli ultimi anni ha "prodotto" un considerevole numero di persone senza reddito e, quindi, senza una casa (anche se la "crisi" non ha impedito a molte altre persone di banchettare allegramente al ristorante tutte le volte che volevano). Ad ogni modo, il fenomeno in questione è il seguente: molte persone senza fissa dimora, che prima di finire in bolletta vivevano nelle città, hanno deciso di dirigersi verso boschi, foreste, campagne e montagne, persino quelle che vivevano nella "ricca" Silicon Valley, che certamente produce hardware e software di ogni tipo e misura, ma che è anche fatta di persone reali, delle quali sono una piccolissima frazione può definirsi "amministratore delegato", CEO et similia. Le motivazioni che hanno portato a questo insolito fenomeno migratorio sono piuttosto comprensibili: la suddetta crisi, l'alto costo della vita che si ha nelle grandi città rispetto a quello delle comunità rurali e, non ultima, l'aumento della criminalità. Già, perché se sei un senzatetto, può darsi che tu possa diventare un piccolo delinquente, ma nella maggior parte dei casi è vero il contrario, cioè che tu sia vittima di atti criminosi, come furti (incredibile ma vero), bullismo, pestaggi, etc. Questi problemi, naturalmente, ci sono sempre stati, ma molte persone senza una casa hanno trovato una specie di soluzione, anche se sicuramente non priva di qualche conseguenza spiacevole. Quali potrebbero essere, queste conseguenze? Ad esempio l'ostilità delle popolazioni di questi "nuovi territori" le quali, anche se aventi una densità numerica minore, potrebbero comunque non essere del tutto contente di un'ondata di homeless alle porte delle loro case. Comunque, non preoccupiamoci troppo: Donald Trump è diventato Presidente degli Stati Uniti d'America soprattutto promettendo una ristabilizzazione economica. Riuscirà a farlo? Personalmente, se fossi un senzatetto, deciderei anch'io di andarmene in mezzo alla natura, come si suol dire, ma per un motivo diverso. Penso che vivere in città da barbone possa veramente "abbruttire" una persona, in molti sensi. Tuttavia credo che con l'aiuto del Signore uno potrebbe addirittura arrivare a santificarsi, in questa difficile situazione, ma questo dipende anche dal temperamento della persona che dovesse trovarsi in queste condizioni.

"Senza una casa a torino", come detto, è dedicato a tutte le persone senzatetto di questa città, ma anche a tutti coloro che vogliono informarsi o simpatizzare, come si suol dire. Questo sito, nel suo piccolo, ha come obiettivo primario quello di offrire qualche informazione che possa essere utile a coloro che, momentaneamente o meno, si trovano senza un'abitazione in cui vivere. Inoltre, grazie alle numerose funzionalità social, alcuni "invisibili" possono forse diventare un po' più "visibili", almeno a qualcuno.

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